Devo confessarvi un segreto: amo Halloween.

Forse per quella peculiare caratteristica che ancora mantengono certe festività, la capacità di risvegliare un sostrato di malinconia infantile che ci spinge a invidiare – forse a voler riconquistare, anche solo per un giorno – il luccichio di meraviglia ed entusiasmo che oggi è facile intuire negli occhi dei più piccoli.

Adoro spiare dalla finestra le frotte di bambini gioiosi che vagano per le strade attirati da una promessa di leccornie e calore umano, deliziosamente innocenti anche nelle loro grossolane rielaborazioni demoniache o pagane, e quando li vedo avvicinarsi al mio cancello vengo scosso da un fremito di allegria, tanto che devo sforzarmi per rimanere in religiosa attesa del citofono, e soprattutto per rispondere fingendo la giusta dose di malcelata sorpresa, avendo però cura di lasciare la porta socchiusa quel che basta per origliare i loro passi rapidi lungo le scale, già pregustando il momento in cui busseranno con timidezza alla porta e, dopo una piccola esitazione, faranno ingresso nella casa pensando forse di cogliermi di sopresa, per trovarmi invece già completamente nudo.

#dolcettoschizzetto