La democrazia non è un privilegio ma una conquista.

A ricordarmelo, ogni volta, ci sono gli occhi di mia nonna.

Mia nonna, mezza cieca e zoppa, che per partecipare alle elezioni si sveglia sempre presto e vuole farsi bella.

Mia nonna, che per andare al seggio sceglie sempre il vestito migliore, insiste per truccarsi e ci mette un’ora a scegliere la collana e gli orecchini e lo scialle più elegante.

Mia nonna, che va verso i novanta e si dimentica di prendere le medicine, ma che ha sempre la tessera elettorale valida e i nomi dei suoi candidati/partiti appuntati diligentemente su un foglio. Mia nonna, che ricorda bene la guerra e gli anni in cui le donne non potevano votare.

Mia nonna, che il giorno delle elezioni mi aspetta sempre sotto casa, profumata e sorridente, per farsi caricare in macchina e andare insieme al seggio, impaziente, agitata e felice come una bambina in gita.

Mia nonna, che oggi ha occhi grandi, entusiasti, commossi, che si guarda intorno con quell’aria da ragazzina, saluta i passanti e mi aspetta e aspetta e aspetta e aspetterà ancora a lungo, perché mia nonna vota Berlusconi e col cazzo che l’accompagno, ‘sta vecchia dimmerda.