Il protrarsi della scandalo molestie mi spinge a interrompere ogni indugio e condividere con un voi un piccolo aneddoto personale, di sicuro insignificante sull’universale piano delle cose (lungi da me volerlo equiparare ai drammi ben più seri di vittime celebri e non), ma comunque emblematico di come queste violenze possano avere ricadute psicologiche devastanti.

Ero su un piccolo bus elettrico che, stipato all’eccesso, caracollava lentamente da Piazza del Popolo a Largo Argentina – lo sguardo perso nel caleidoscopio di coatti e giapponesi che si riverberava all’infinito sulle vetrine della più famosa via dello struscio romano – quando cominciai ad avvertire uno sfregamento, all’inizio soltanto vago, poi sempre più insistente, ma comunque concentrato nell’area inguinale.

La pressione intorno alla patta cominciava ad aumentare in modo sospetto, tanto da non poterlo più ritenere un effetto casuale dovuto all’ondeggiare ritmico degli altri pendolari, e infatti, abbassando lo sguardo, vidi subito una mano affusolata, elegante nonostante il piccolo mosaico di rughe a ornamento della pigmentazione, che si faceva coraggiosamente strada nella foresta di gambe degli astanti per esibirsi in una delicata danza di corteggiamento contro il cavallo dei miei pantaloni.

E fu alzando di nuovo il volto che finii per incontrare finalmente il suo: quello di un anziano dall’aspetto signorile, la cui eleganza non era per niente sminuita dalla sporta della spesa che gli penzolava dall’avambraccio insieme a una giacca lisa, anzi veniva esaltata da profonde iridi blu a ornamento di un naso aquilino che furono attraversate da una sfumatura immediata di sorpresa e, probabilmente, di senso di colpa, perché appena i nostri occhi si incrociarono ritirò la mano, facendosi strada per guadagnare lesto l’uscita, abbandonando il mezzo prima che potessi proferire parola.

All’inizio fui preda dello stupore, poi dello smarrimento, infine della rabbia e dell’amarezza, perché la fede che portava al dito mi rivelò all’istante e con certezza che per lui sarei stato solo sesso, e smisi per sempre di credere nell’amore a prima vista.